Adolescenti e sigarette

Scritto da Noemi Di Lillo
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L’adolescenza è una fase della vita caratterizzata da una straordinaria vitalità, una intensa attività esplorativa e da un notevole potenziale di formazione, ma è anche un momento di grande vulnerabilità. I ragazzi possono intraprendere attività rischiose come l’uso di alcol e droghe, guida spericolata, promiscuità sessuale, micro-criminalità e la dipendenza dalle sostanze, fra cui la prima è la nicotina delle sigarette

Il centro europeo per il monitoraggio della dipendenza dalle droghe (ESPAD) sostiene che l'Italia è il primo paese in Europa per fumatori adolescenti: il 37% degli under 17 fumano sigarette. Nessun adolescente intraprende un’esperienza per farsi del male, la maggior parte dei comportamenti a rischio costituisce un modo con cui il ragazzo cerca di definire la propria identità, dandosi una auto-definizione. Ribellarsi e assumersi rischi vuol dire separarsi in modo netto dal mondo dei genitori e degli adulti in generale. Genitori ed educatori devono aiutare gli adolescenti a trovare “modi sani” per esporsi al rischio senza mettere a repentaglio la propria salute ed evitare rischi ancora più dannosi, ad esempio attività sportive, musicali, artistiche, viaggi, nuove amicizie, attività di volontariato.

Quali strategie possono adottare i genitori contro l’uso di tabacco?

Studi recenti dimostrano che la strategia più efficace per convincere un adolescente ad evitare di fumare il tabacco non è la “strategia del terrore”. Sgridarli o minacciarli può avere l’effetto contrario, cercare di spaventarli fornendo loro informazioni o immagini sugli effetti nocivi per la salute non fa che alimentare la loro convinzione di invincibilità. Anche la repressione è inutile, dire: “fermati!” non serve a fermare un adolescente! La cosa più probabile è che nostro figlio inizi a fumare di nascosto e cominci a pensare che vogliamo negargli la libertà alla quale ha diritto, ossia la capacità di scegliere (Siegel, 2014).

Gli studi dimostrano che funziona la “strategia dell’agire positivo” ossia perseguire un valore positivo ed evitare di bloccare un impulso reprimendolo. Gli adulti dovrebbero concentrarsi su un elemento positivo da coltivare, per esempio informarli del fatto che le multinazionali del tabacco hanno imposto un’aggressiva propaganda di marketing indirizzata principalmente ai soggetti in età evolutiva per invogliarli a fumare e per esempio dire: “non lasciare che qualcuno ti faccia il lavaggio del cervello!” (Siegel, 2014).

I genitori devono prestare attenzione anche ai propri comportamenti a rischio. I ragazzi osservano ed imitano i comportamenti degli adulti significativi, che costituiscono la prima fonte di apprendimento. Non si può essere fumatori, oppure bere alcol prima di mettersi alla guida e poi sensibilizzare un figlio sui pericoli degli stessi. La consapevolezza del rischio che un genitore manifesta nella sua quotidianità è la cornice in cui un figlio inserirà la sua idea di ciò che è rischioso per la sua vita.

Tutti i ragazzi ritengono molto importante il modo in cui i loro genitori considerano i rischi. I genitori devono aiutare i loro figli a valutare i rischi che corrono e ad anticiparne le conseguenze, e infine, trovare un modo perché la voglia di “adrenalina, libertà e autonomia” di un figlio possa esprimersi senza mettere a repentaglio la propria salute. Sport, musica e associazionismo rappresentano contenitori naturali in cui i figli possono esprimere ed espandere, in contesti relativamente sicuri, la propria voglia di avventura.

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